DAFT PUNK – RANDOM ACCESS MEMORIES

MI0003515610Considerando che l’anno musicale in corso ha visto il ritorno sulla scena di personaggi come David Bowie dopo 10 anni e addirittura dei My Bloody Valentine dopo ben 22, cinque anni di distanza tra Human After All e Random Access Memories sembra un tempo piuttosto ragionevole, considerando anche che tra i due album c’e’ di mezzo la colonna sonora di Tron:Legacy. Eppure appena si e’ sparsa la voce che sarebbe presto uscito il nuovo album dei Daft Punk si e’ messa in movimento un onda d’attesa che faceva prevedere, come e’ successo, che l’album sarebbe stato accolto come una manna. Ad aumentare ancora di piu’ l’aspettativa, c’e’ il fatto che questa volta il duo francese si sia circondato di collaboratori eccellenti come Nile Rodger degli Chic, Giorgio Moroder, e vocalist quali Julian Casablanca degli Strokes, Pharrel Williams, Noah Lennox degli Animal Collective (che pero’ appare come Panda Bear cioe’ il suo progetto solista), e Paul Williams. La clip di Get Lucky ha fatto il resto.

Quando finalmente il disco e’ uscito e’ apparso subito evidente che il gioco di parole del titolo e’ azzeccatissimo. Quello che si ascolta per tutte le 13 canzoni che compongono Random Access Memories e’ un omaggio alla musica degli anni “70, ’80 in una chiave sia nostalgica che assolutamente attuale. Il fatto che pero’ per ascoltare Get Lucky bisogna passare attraverso ben otto canzoni dimostra come il nuovo lavoro dei Daft Punk non sia semplicemente un disco costruito di tanti potenziali singoli. Se si ha la pazienza di aspettare, si scopre che il disco e’ costruito come un entita’ unica, che si apre con le note  dance di Give Life Back to Music e che gia’ dalla seconda traccia  The Game of Love cambia registro in una ballata d’atmosfera quasi alla Steely Dan. Proseguendo con la straodinaria Giorgio by Moroder che mette in musica una mini biografia del produttore, il disco si richiude nuovamente nella ballata Within per poi aprirsi di nuovo con Instant Crush che non sarebbe stata affatto fuori posto nel nuovo albim degli Strokes. Mentre Loose Yourself to Dance prepara il terreno per Get Lucky e’ Touch che dimostra quanto i Daft Punk siano in grado di giocare con i generi pur rimanendo nell’ambito della musica elettronica.

Random Access Memories insomma e’ un vero e proprio album, pensato come tale e messo insieme per essere ascoltato nella sua interezza. La raffinatezza con la quale il duo francese gioca con i riferimenti culturali musicali dovrebbe, secondo il mio modesto avviso, far anche riflettere sulle fonti alle quali si ispira. Il grande merito dei Daft Punk e’ quello di staccarsi completamente dalla moderna idea di musica elettronica, troppo spesso auto referenziale e prima di anima. Invece Random Access Memories potrebbe riaprire una discussione francamente ancora in ritardo, sulla qualita’ ed il senso della disco music anni 70 pre Saturday Night Fever e di quanto gigantesco e monumentale sia stato il contributo musicale dei Kraftwerk (ma questo almeno e’  gia’ da tempo riconosciuto).

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