FATHER JOHN MISTY – FEAR FUN

Con il nome di J. Tillman, il cantante indie folk Joshua Tillman ha dipinto degli scarni e spesso malinconici sogni febbrili che ricordavano il doloroso isolamento di Nick Drake incrociato al romanticismo di Gram Parsons, una sensibilita’ musicale che ha portato in dote ai Fleet Foxes nei panni di battersista e corista. La sua ultima incarnazione come Father John Misty aggiunge Harry Nilsson e Skip Spence nel mix, aggiungendo sapientemente una patina vintage ispirata alle sonorita’ del leggendario Laurel Canyon.

Fear Fun e’ stato scritto in quello che Tillman descrive come un paralizzante momento di depressione, guidando verso sud nella costa californiana in un pulmino carico di droghe e con la testa piena di demoni. Da un punto di vista letterale infatti, l’album e’ pieno di argomenti tristi. Durante il corso del disco, Tillman esprime il desiderio di essere colpito in faccia, si droga con la sua ex ragazza, rompe cose e partecipa a funerali imbottito di psicostimolanti. Ma al contrario di quello che racconta, la musica e’ assolutamente vibrante.

Nancy from Now On suona come un vecchio pezzo dei Fleetwood Mac, ricco di soffici percussioni ed armonie che lo hanno visto protagonista nei Fleet Foxes. Nonostante canti di essere completamente ubriaco e in cerca di litigio, il pezzo e’ presentato in un contesto musicale così schivo che diventa un inquietante e meraviglioso misto, orecchiabile e caustico. Hollywood Forever Cemetery Sings ha un approccio piu’ duro ma il risultato e’ quasi lo stesso. E’ una seria riflessione sull’amore. la morte e la droga ma mascherata da una musica alla quale e’ impossibile resistere.

Questa confusione e’ il centro di Fear Fun: piu’ i testi e la musica si sgomitano e ri riposizionano, piu’ abbiamo chiara l’idea dell’uomo che c’e’ dietro. Quando si arriva alla aperta confessione contenuta in Everyman Needs a Companion (” I never liked the name Joshua/ I got tired of J.”) si capisce come Father John Misty sia molto di piu’ di un cambio di nome, di una chirurgia plastica  o di una scusa: e’ un ragionato e conscio cambio di direzione artistica che ha visto la nascita di uno degli album piu’ intriganti di quest’anno.

 

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